
Mi immagino che i “nuovi” animatori siano ormai stanchi di sentirsi dire: “Prima l’animazione era migliore”.
Ma è difficile spiegare a un ragazzo qualcosa che non ha mai visto. Per questo ho deciso di condividere una copia esatta di un programma di animazione di circa 20 anni fa, recuperato dai miei vecchi file.
Il programma che vi mostro è quello di un villaggio in Egitto appartenente a un tour operator leader del settore. Non eravamo un’équipe numerosa: eravamo appena 12 animatori, perché si trattava di una stagione invernale e il prodotto non era particolarmente “energy”, ma piuttosto un’animazione standard.
Ecco, più o meno, come si svolgeva la nostra giornata:
- 09:30 – Riunione giornaliera: tutti presenti, ad eccezione di chi era in riposo e di chi aveva accompagnato gli ospiti in discoteca la sera precedente e quindi entrava più tardi.
- 10:00 – Risveglio muscolare, seguito dalla sigla di apertura della giornata.
- 10:00-12:30 – Miniclub: era un villaggio con pochi bambini, quindi erano sufficienti 2-3 animatrici dedicate.
- 10:30 – Freccette: ogni giorno con una modalità diversa.
- 10:30-12:30 – Corsi di tiro con l’arco.
- 11:00 – Passaggio spiaggia: alternavamo il passaggio della frutta alle maschere di bellezza, che preparavamo mettendo yogurt e cetriolini sul viso degli ospiti. Sinceramente non ricordo perché non facessimo passaggi spiaggia più elaborati e divertenti. Probabilmente perché eravamo in pochi…
- 11:00 – Tornei e minitornei sportivi.
- 11:30 – Acquagym.
- 12:00 – Pizza Time: offrivamo pizza in spiaggia a tutti gli ospiti e, in alcuni casi, la portavamo direttamente all’ombrellone.
- 12:15 – Balli di gruppo.
- 12:30 – Gioco aperitivo, fino alle 13:00.
- 13:00-14:00 – Ingresso al ristorante a turni: durante i pasti mangiavamo al tavolo insieme agli ospiti.
- 15:00 – Riunione.
- 15:30-18:00 – Miniclub.
- 15:30 – Torneo relax di carte.
- 16:00 – Apertura delle attività e corsi di balli caraibici.
- 16:00-18:00 – Corsi di tiro con l’arco.
- 16:30 – Torneo sportivo.
- 16:30 – Radio villaggio: dediche, rubriche e intrattenimento.
- 17:00 – Tea Time: offrivamo tè caldo, caffè e dolcini. Noi facevamo presenza e davamo una mano.
- 17:00 – Momento culturale: nell’area del Tea Time organizzavamo un’attività culturale insieme ai responsabili dei negozi del villaggio, legata ai loro prodotti e alla loro attività.
- 17:30 – Fitness.
- 17:30 – Lupi e contadini: un gioco di ruolo che coinvolgeva ogni giorno circa 50 persone.
- 19:30 – Minicena: tutte le sere il Miniclub mangiava insieme ai bambini in un’area riservata.
- 20:00-21:00 – Ingresso al ristorante a turni.
- 21:00 – Baby dance.
- 21:30 – Avanspettacolo: un gioco a premi comico con il pubblico, che conducevo personalmente per circa 30 minuti. Mi divertivo molto perché lasciavo spazio all’improvvisazione e all’interazione con gli ospiti.
- 22:00 – Show serale: 5 sere su 7 facevamo veri e propri spettacoli. Tanto cabaret e diversi format inventati da me: dal Welcome Show, nel quale presentavo l’animazione attraverso due spettacoli-parodia, uno sugli ospiti del villaggio e uno sulla vita degli animatori, fino al cabaret puro, al varietà e a spettacoli riadattati come il musical Pinocchio o la commedia La cena dei cretini. C’erano poi due spettacoli finali, con format inventati o riadattati da me, che finivano puntualmente con la standing ovation. Sempre!
- 23:30 – Seconda serata al bar: quasi ogni sera organizzavamo una seconda serata accompagnata da happening gastronomici che servivamo direttamente noi.
- 24:00 – Discoteca: 6 sere su 7 accompagnavamo gli ospiti in discoteca con il bus e rientravamo intorno alle 02:30.
E non finiva qui
Oltre al programma quotidiano, ci occupavamo dell’accoglienza degli ospiti direttamente in aeroporto, anche con i voli notturni, e li accompagnavamo in aeroporto il giorno della partenza.
Per ogni arrivo, inoltre, facevamo l’accoglienza in villaggio per tutti gli ospiti con cocktail di benvenuto, alternandoci alle attività. All’estero sai esattamente quando arrivano i pullman dall’aeroporto perché ti chiamano quando partono con il bus, quindi, per tutti gli arrivi di almeno una decina di persone, si mandava qualche animatore, o più animatori, ad accoglierli.
E le prove degli spettacoli? Durante l’orario di lavoro. Il coreografo organizzava il programma delle prove e, quando possibile, facevamo soltanto le prove generali la sera, tutti insieme.
Si lavorava molto? Sì, avevamo solo mezza giornata libera e qualche serata libera a settimana, ma lavoravamo volentieri, con il sorriso, e gli applausi degli ospiti ripagavano ampiamente tutta la fatica. Quella stagione è stata anche una palestra professionale importante: molti di quei ragazzi hanno poi fatto carriera nel mondo dell’animazione. Più di uno è diventato responsabile e qualcuno ha persino aperto una propria agenzia di successo.
Quello che vi sto mostrando, però, non era il programma eccezionale di un villaggio dove l’animazione era il principale punto di forza. Era un villaggio 4 stelle con circa 1.000 ospiti, in bassa stagione invernale. Non rappresentava certo uno dei villaggi nei quali l’animazione era protagonista, come i Ventaclub dove avevo lavorato prima di quella stagione. Essendo inoltre all’estero, avevamo pochi bambini: circa 30-40 a settimana. Per questo erano sufficienti 2-3 animatrici al Miniclub.
Cosa cambia rispetto a oggi? Sicuramente la serale. Ogni settimana proponevamo 4-5 spettacoli veri e propri e di buona qualità. Poi c’era la discoteca, dove ogni sera dovevamo accompagnare gli ospiti fino alle 02:30. In realtà erano più i colleghi che volevano andarci o che ci andavano comunque anche se non erano di turno con una regola molto semplice: chi va in discoteca volontariamente, lavora e sta con gli ospiti anche se non è di turno.
Ma soprattutto, tra aeroporti, accoglienza, ingressi al ristorante, pasti con gli ospiti e partecipazione agli happening gastronomici, la parte dedicata all’accoglienza era molto più presente. Oggi, nei villaggi italiani, questa componente è molto meno presente. E secondo me la differenza si vede soprattutto nel rapporto che si riesce a creare con gli ospiti.
E poi c’era la voglia di differenziarsi. In questo programma, oltre a quello che facevano tutti, si vede anche la mia voglia di fare qualcosa di diverso. Il momento culturale delle 17:00, il gioco di ruolo delle 17:30, l’Avanspettacolo con un mio format personale, gli spettacoli scritti da me… Io, in quello che facevo, cercavo sempre di dare il massimo e di essere migliore di chi mi aveva preceduto.
Lo scopo di questo articolo non è dire che quello che facevo io fosse meglio di quello che c’è adesso. Voglio semplicemente mostrare a chi oggi fa questo lavoro cosa significava, concretamente, fare animazione in un villaggio 20 anni fa.
Poi possiamo discutere se quel modello fosse migliore, peggiore o semplicemente diverso.
Sicuramente arriverà qualche sindacalista che dirà che eravamo matti a lavorare così, o magari qualche stacanovista che mi risponderà che lui lavora il doppio.
Quello che mi piacerebbe è aprire un confronto per sentire le opinioni di chi fa l’animatore oggi e capire cosa ne pensa di questo programma rispetto a quello che viene proposto attualmente, potete anche mettere il vostro programma indicando il numero di animatori nello staff e lo confrontiamo insieme.
