{"id":21310,"date":"2026-08-22T07:11:35","date_gmt":"2026-08-22T07:11:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.marimoreno.it\/wordpress\/?p=21310"},"modified":"2026-08-22T07:12:41","modified_gmt":"2026-08-22T07:12:41","slug":"perche-lanimazione-e-peggiorata-rispetto-al-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marimoreno.it\/wordpress\/perche-lanimazione-e-peggiorata-rispetto-al-passato\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 l&#8217;animazione \u00e8 peggiorata rispetto al passato?"},"content":{"rendered":"\n<p>Vedo che ogni volta che scrivo sul declino del prodotto animazione si apre un grande dibattito. C\u2019\u00e8 chi d\u00e0 la colpa agli animatori di oggi, chi alle agenzie, chi alle strutture, chi agli ospiti che sono cambiati.<\/p>\n\n\n\n<p>Io questo declino l\u2019ho vissuto sulla mia pelle, prima da animatore e poi dall\u2019altra parte della barricata come direttore, e sono arrivato a una convinzione molto precisa: <strong>la prima grande causa del declino dell\u2019animazione turistica \u00e8 stata il fallimento dei grandi tour operator<\/strong>. (Qua un articolo sul fallimento dei tour operator che ho scritto pi\u00f9 di 15 anni fa mentre stava succedendo: <a href=\"https:\/\/www.marimoreno.it\/wordpress\/perche-falliscon-i-tour-operator\/\">https:\/\/www.marimoreno.it\/wordpress\/perche-falliscon-i-tour-operator\/<\/a> )<\/p>\n\n\n\n<p>Non l\u2019unica causa, naturalmente. Ma probabilmente la prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Per capire il perch\u00e9 bisogna ricordarsi cosa rappresentassero i grandi tour operator per il nostro settore. I villaggi di Ventaclub, Valtur, Club Vacanze, Going e di tante altre grandi realt\u00e0 non erano semplicemente strutture turistiche. Erano vere e proprie aziende dell\u2019intrattenimento, capaci di gestire squadre enormi.<\/p>\n\n\n\n<p>In un solo villaggio potevano lavorare 50, 80 o anche 100 animatori. Numeri che oggi sembrano quasi impossibili da immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>E non era un caso.<\/p>\n\n\n\n<p>I grandi tour operator avevano un modello economico che permetteva di sostenere questi costi. Gestivano direttamente grandi numeri di ospiti, acquistavano enormi quantit\u00e0 di camere e posti aerei, programmavano intere stagioni e potevano distribuire i costi su volumi molto elevati. In questo sistema, avere una grande \u00e9quipe di animazione diventava sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019era un altro aspetto fondamentale: <strong>il lavoro non finiva a settembre<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>I tour operator avevano villaggi in Italia durante l\u2019estate e strutture all\u2019estero durante l\u2019inverno. Questo permetteva a molti animatori di lavorare praticamente dodici mesi all\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ragazzo poteva iniziare come animatore semplice, crescere, diventare responsabile, capo settore, capo animazione e costruirsi una vera professionalit\u00e0. L\u2019animazione non era soltanto un lavoretto estivo: per molti era un mestiere e per altri ancora una vera carriera.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi faceva animazione sognava letteralmente di poter lavorare per loro, e tanti animatori con esperienza si sono affacciati anche solo per poche stagioni per imparare e poi mettere in pratica quel metodo in altri villaggi e provare a replicarlo, anche perch\u00e9 la gavetta per diventare responsabile durava molti anni e la selezione era cos\u00ec dura che solo pochi avevano questo privilegio. La presenza di queste realt\u00e0 ha creato dei punti di arrivo, ha dimostrato ad animatori e ospiti cosa fosse l\u2019eccellenza ed era un benchmark che probabilmente faceva alzare l\u2019asticella a tutto il settore.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sono spariti i grandi tour operator, non sono sparite soltanto delle aziende. <strong>\u00c8 sparito un intero sistema che produceva, formava e faceva crescere gli animatori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per fare un paragone calcistico, \u00e8 come se dalla Serie A sparissero contemporaneamente Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli e Fiorentina. S\u00ec, lo so, qualcuno potrebbe discutere sull\u2019ultima&#8230; ma <strong>Forza Viola!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il campionato continuerebbe a esistere. Le squadre continuerebbero a giocare. Ma pensare che la qualit\u00e0, il prestigio, l\u2019organizzazione e il gradimento rimarrebbero gli stessi sarebbe impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco cosa \u00e8 successo all\u2019animazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Scomparsi o ridimensionati i grandi protagonisti, il mercato si \u00e8 frammentato. Al loro posto sono nate centinaia di piccole realt\u00e0, alcune serie e professionali, altre molto meno. Con l\u2019arrivo di internet \u00e8 bastato un bel sito web, qualche bella fotografia e una buona capacit\u00e0 commerciale per presentarsi sul mercato come grandi aziende dell\u2019animazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 che <strong>saper vendere l\u2019animazione non significa saper fare animazione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Molte agenzie hanno iniziato una guerra al ribasso, proponendo alle strutture lo stesso prodotto, o almeno apparentemente lo stesso prodotto, a prezzi sempre pi\u00f9 bassi. E quando si svende un servizio fatto principalmente di persone, il risultato \u00e8 inevitabile: prima o poi si risparmia sulle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Meno animatori. Meno esperienza. Meno formazione. Meno prove. Meno tempo per preparare gli spettacoli. Squadre sempre pi\u00f9 piccole chiamate a fare tutto: sport, bambini, fitness, giochi, spettacoli, contatto, balli e magari anche qualche attivit\u00e0 extra.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente non si pu\u00f2 dare tutta la colpa alle agenzie. Anche le strutture hanno fatto la loro parte, cercando spesso di acquistare il servizio al prezzo pi\u00f9 basso possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma una responsabilit\u00e0 importante ce l\u2019hanno avuta anche gli stessi professionisti dell\u2019animazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece di cercare di difendere il valore del prodotto, molti si sono semplicemente adeguati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 forse questo l\u2019errore pi\u00f9 grande.<\/p>\n\n\n\n<p>Un artigiano che ama il proprio mestiere non dovrebbe limitarsi a fare quello che il mercato gli chiede al prezzo pi\u00f9 basso possibile. Dovrebbe cercare di difendere la qualit\u00e0 del proprio lavoro, spiegare perch\u00e9 un prodotto fatto bene costa di pi\u00f9 e, soprattutto, rifiutarsi di chiamare &#8220;qualit\u00e0&#8221; qualcosa che qualitativo non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019animazione, invece, troppo spesso abbiamo fatto il contrario: abbiamo accettato di ridurre le squadre, abbassare i compensi, comprimere i tempi, eliminare le prove e semplificare i programmi. Ci siamo accontentati.<\/p>\n\n\n\n<p>E lentamente ci siamo abituati a pensare che fosse normale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non \u00e8 normale pretendere da dieci animatori quello che prima facevano cinquanta persone. Non \u00e8 normale pensare che un ragazzo senza formazione possa sostituire un professionista con anni di esperienza. E non \u00e8 normale continuare a parlare di &#8220;prodotto animazione&#8221; senza investire realmente nella sua qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il declino dell\u2019animazione non \u00e8 iniziato perch\u00e9 improvvisamente gli animatori hanno smesso di avere talento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 iniziato quando \u00e8 crollato il sistema che permetteva a quel talento di essere scoperto, formato e valorizzato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I grandi tour operator avevano difetti, facevano errori e non tutto quello che appartiene a quel mondo deve essere rimpianto. Ma avevano una cosa che oggi manca terribilmente: <strong>la capacit\u00e0 di investire seriamente nell\u2019animazione perch\u00e9 l\u2019animazione era parte integrante del prodotto turistico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era un accessorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Era uno dei motivi per cui le persone sceglievano quel villaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il mercato \u00e8 cambiato, gli ospiti sono cambiati e sarebbe inutile pensare di poter tornare indietro di trent\u2019anni. Il vecchio villaggio turistico non esiste pi\u00f9 e probabilmente non torner\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se vogliamo parlare seriamente del futuro dell\u2019animazione, dobbiamo prima avere il coraggio di riconoscere da dove \u00e8 iniziato il problema.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando sono caduti i grandi tour operator, \u00e8 caduto anche il principale sistema industriale che sosteneva l\u2019animazione turistica italiana.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il resto \u00e8 arrivato dopo: internet, le agenzie improvvisate, la guerra dei prezzi, la riduzione dei costi e la progressiva perdita di professionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, secondo me, se vogliamo ricostruire un prodotto animazione di qualit\u00e0 non dobbiamo chiederci come copiare quello che facevamo venti o trent\u2019anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo chiederci una cosa molto pi\u00f9 semplice:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>siamo ancora disposti a considerare l\u2019animazione un valore in cui investire oppure continuiamo a considerarla soltanto un costo da ridurre?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 proprio da questa risposta che dipende il suo futuro.<br \/><br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vedo che ogni volta che scrivo sul declino del prodotto animazione si apre un grande dibattito. 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