
In un tempo non molto lontano, la ricerca di una vacanza iniziava sempre nello stesso modo: si digitava la destinazione su Google, si scorreva qualche pagina di risultati e si sceglieva la struttura che ci ispirava di più informandoci su servizi, attività, foto, video etc. Oggi questo meccanismo si sta sgretolando sotto i nostri occhi grazie al monopolio di Google (perchè non mi direte mica che utilizzate altri motori di ricerca).
Con l’arrivo delle risposte automatica basate su intelligenza artificiale (AI Overview) che vengono mostrate subito dopo gli annunci sponsorizzati, Google non è più solo un motore di ricerca: è diventato un motore di decisione. Appena scrivi “miglior hotel a…” o “attività da fare a…”, trovi già una sintesi pronta e coerente con la ricerca che ti offre le risposte che cerchi, spesso senza neanche dover aprire nessun sito.
Per l’utente sembra un vantaggio, ma c’è un rovescio della medaglia: il numero di click verso i siti esterni sta crollando. Non si tratta più di “essere primi” nei risultati investendo in SEO, l’obiettivo attuale è quello di farsi “notare” dagli algoritmi AI che cambiano continuamente e soprattutto non pensano perchè anche se si chiama Intelligenza artificiale, di veramente intelligente ha poco.
Questo significa che:
- Verranno proposte sempre le stesse strutture o attività, scelte da un algoritmo.
- Ci sarà meno possibilità di scoprire luoghi unici e realtà locali di nicchia.
- Il racconto diretto di chi gestisce un hotel rischia di sparire dietro una descrizione generica fatta da un algoritmo senza anima.
Per una struttura turistica, il problema è evidente: se le persone si fermano alla risposta automatica, il sito dell’hotel ha meno occasioni per far conoscere le sue peculiarità o i suoi punti di forza, per questo motivo oggi serve far nascere un legame diretto con il viaggiatore uscendo dal flusso impersonale delle ricerche e costruire un canale di comunicazione diretto rafforzando la presenza sui social e creando contenuti autentici che raccontano la vita in struttura o magari anche nel territorio e mantenere i rapporti con gli ospiti anche dopo la vacanza, così da lasciare un ricordo e che tornino almeno a cercarci per nome.
In un mondo dove le decisioni sembrano prese da un algoritmo, scegliere consapevolmente è un atto di ribellione e il modo migliore per farlo è bypassare i consigli delle A.I. e parlare direttamente con la struttura che ti accoglierà; per questo motivo è fondamentale rispondere al telefono, perdere qualche minuto in più per rispondere gentilmente ad una e-mail e coccolare gli ospiti con quel rapporto umano che negli ultimi tempi si è un pò perso; in un mondo orientato dai consigli delle macchine, la soluzione è un ritorno al passato e all’ospitalità fatta con il cuore, l’unico campo dove possiamo battere le A.I. …almeno per adesso.